Villaggio della Speranza

La planimetria del villaggio

Nel gennaio 2009 è stato acquistato un terreno di un acro nei dintorni di Machakos, in Kenya, per l’edificazione del “Villaggio della Speranza – Casa dei Bambini”.

Si tratta del progetto più importante nell’agenda dell’associazione Cuore d’Africa, che ci vedrà impegnati per diversi anni nella costruzione dei vari edifici che costituiranno il villaggio, ovvero due dormitori, gli uffici amministrativi ed il locale mensa.

E’ prevista anche la destinazione di una parte del terreno ad area per coltivazioni, così da consentire una fonte di reddito costante per l’autofinanziamento dell’intera struttura, e di una parte riservata alle attività all’aperto dei bambini.

Da ottobre 2009 si è dato il via ai lavori di edificazione del dormitorio maschile, che è stato completato nella prima metà del 2011. L’edificio verrà inaugurato a fine agosto dello stesso anno ed inizialmente accoglierà 20 bambini.

Questo primo edificio accoglierà temporaneamente sia bambini che bambine, opportunamente sistemati in ambienti separati per venire incontro alle usanze locali.

Il dormitorio è stato attrezzato anche con una sala mensa ed una cucina provvisorie, in attesa che vengano costruiti gli edifici ad esse dedicati.

Il dormitorio è stato arredato per accogliere i suoi piccoli ospiti, mentre all’esterno è stato costruito un edificio per i servizi igienici.

Uno scorcio del primo edificio

Nel momento in cui il villaggio verrà inaugurato, sarà possibile offrire lavoro ad una donna che ricoprirà il ruolo di matrona, e si occuperà quindi di assistere i bambini alloggiati nell’ostello e di dirigere l’intera struttura.

Già da qualche tempo, invece, è stato dato un impiego ad un uomo che ricopre il ruolo di custode del villaggio, per il quale è stata costruita una casa accanto all’ostello proprio per agevolare lo svolgimento di questa mansione.   

In questo modo il nostro progetto consente anche di muovere la macchina economica con dei micro progetti localizzati, che offrono la possibilità di creare un’indipendenza non derivante da un sussidio temporaneo, ma originata da un’attività lavorativa duratura.

I bambini che troveranno accoglienza nell’ostello sono orfani oppure provengono da famiglie particolarmente disagiate; in alcuni casi si tratta invece di vittime di abusi familiari.

 

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